Hobby, Fisco e Tasse - Attenzione ai 5.000 euro per Voi donne a carico di Vostro marito

Quando ho iniziato questa mia avventura come creativa e come blogger (non mi sento ne l'una ne l'altra ma tanto per rendere l'idea....) , mi sono posta due quesiti fondamentali:
  1. Come posso essere in regola con il fisco se di tanto in tanto vendo una mia creazione?
  2. Che cosa è la creatività per me? Sono in grado di proporre qualcosa di fantasioso ed innovativo?
Oggi voglio condividere con Voi quello che ho scoperto riguardo al primo punto, che riassumendo potremmo definire: HOBBY, FISCO E TASSE.


Ho iniziato a ricercare informazioni in internet e come spesso accade, ho trovato una giungla di dati simili e a volte opposti.
Questo chiaramente non risolveva il mio problema. Con il fisco non si scherza e la mia priorità è seguire le regole,  perchè è giusto e perchè adoro dormire sonni tranquilli.
Se consideriamo poi, che con il mio hobby non sto guadagnando ancora nulla, figuriamoci se voglio avere problemi legati al fisco! 

Un giorno, sul mensile Cucito Creativo, ho letto la pubblicità di un vademecum fiscale per hobbisti:

FISCO AMICO
Come trasformare il tuo hobby in business
Fisco Facile per hobbisti e creativi di CARMEN FANTASIA

Non ci ho pensato un attimo e l’ho subito ordinato.



Una volta arrivato il libro, la prima cosa che ho letto, è che la scrittrice Dott.ssa Fantasia, è una commercialista  e revisore contabile che ha fatto questo lavoro per 20 anni, nel mentre però si è sempre dedicata al ricamo, specializzandosi nel ricamo sacro con fili metallici preziosi.
Un giorno ha deciso di cambiare lavoro, dedicandosi esclusivamente al suo hobby che ora è diventato il suo lavoro principale. 
Questo aspetto mi ha piacevolmente colpita perchè,  chi meglio di lei può capire di cosa abbiamo bisogno noi creativi, in termini di aiuto fiscale?
Quali sono le domande che tutti noi che desideriamo trasformare il nostro hobby in business, ci poniamo?
  • Chi è l’hobbista o il creativo;
  • Cosa sono le prestazioni occasionali;
  • Come partecipare ad un mercatino;
  • Cosa si intende per opere frutto del proprio lavoro e proprio ingegno;
  • Se si vende ad  un mercatino, si deve rilasciare ricevuta, fattura o scontrino?
  • Regole per effettuare vendite a domicilio;
  • Etc. etc.
Chiaramente non posso riportare tutti i contenuti del libro ma posso dirti che questo vademecum,  risponde effettivamente a tutti i quesiti di cui sopra e approfondisce questioni più tecniche, in maniera molto semplice.  A questo punto ti starai chiedendo: Martha, stai facendo pubblicità al libro?
No.
Se è vero che ne consiglio sicuramente la lettura, è anche vero che sono qui per  dirti “attenzione” non dare tutto per scontato, poniti sempre domande e quesiti relativi alla tua situazione specifica!
Se non mi fosse venuto un dubbio, un giorno molto lontano mi sarei forse trovata in un guaio.
Leggendo e rileggendo il libro infatti, non mi “quadrava” quanto segue, riferito ai 5.000 euro:
Secondo l’art. 61, comma 2 del decreto legislativo 10/9/2003 n. 276, si definiscono occasionali le collaborazioni di durata inferiore a 30gg nel corso dell’anno solare con lo stesso committente e per le quali sia previsto un compenso complessivo annuo NON superiore a 5000 euro.
 Mi sono quindi domandata: Ma questi 5.000 euro,  oltre i quali il collaboratore occasionale ha l’obbligo di iscrizione alla gestione separata Inps e al pagamento dei relativi contributi;  sono (sarebbero)  personali o da sommare al reddito di mio marito???

Non trovando risposta nel libro, mi sono fatta coraggio e ho scritto una mail alla Dott.ssa Fantasia che risponde anche nella rubrica “Diritto e Rovescio” del portale www.hobbydonna.it
Molto gentilmente mi ha risposto subito, e così ho scoperto che:
I 5.000 euro sono individuali, non cumulativi con il nucleo familiare. Quindi una persona potrà  guadagnare in un anno fino questa cifra per essere considerata lavoratrice occasionale.

Ma se è vero quanto sopra indicato, per le donne come me a carico del marito, i guadagni massimi annui previsti sono di circa 2840,00 euro non 5.000,00 euro. Oltre questa cifra la moglie non sarà più a carico del marito e lui perderà  le detrazioni per carichi di famiglia relativamente alla moglie. 

Chiaramente io il problema ancora non ce l’ho e forse non ce l’avrò mai. Mi piacerebbe molto arrivare a guadagnare 2.800 euro all’anno col mio hobby ma siamo lontani anni luce da questo traguardo.
Sono però abituata ad informarmi prima su come vanno fatte le cose e, a mio modestissimo parere sono tante le donne nella mia stessa situazione (a carico del marito) che si stanno dedicando con passione ai propri hobbies, sperando che un giorno questi diventino un lavoro. 

Chiaramente mi rendo anche conto che questo è il mio caso specifico e  che un libro non può certo approfondire tutti i casi del mondo.
Ma in questi 5 mesi di blogging sfrenato, ho conosciuto virtualmente molte donne nella mia situazione e spero che questo post abbia visibilità per raggiungerle se non tutte, almeno una buona parte!

Chiaramente si devono sempre controllare i comunicati stampa sul sito www.agenziaentrate.org.it (se ci capite qualcosa) e magari rivolgersi ad un commercialista e consulente del lavoro, anche se a mio modesto parere non sono in moltissimi a conoscere i dettagli del commercio elettronico.

Se hai letto fino qui ti ringrazio. Mi piacerebbe sapere se quanto ho scritto è chiaro, qual’è la tua esperienza e sapere se questo post ti è stato utile. 

A dimostrazione che questo messaggio vuole essere solo una critica costruttiva e un ulteriore aiuto a tutte le donne, ho preparato l’immagine come segue:


come trasformare il tuo hobby in business Letture consigliate da La Casina di Tobia



Un caro saluto e....scusate il mattone!
Ciao
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