Licenziamento in gravidanza guida alla sopravvivenza

Questo è uno di quei post che non sapevo se pubblicare. E' un vero e proprio mattone!
L'ho scritto e cancellato molte volte, perchè questo è un blog di cucito creativo e non volevo andare fuori tema.
Poi però ho pensato che la mia vita non è fatta solo di cucito creativo, e che se ero qui forse lo dovevo anche al licenziamento "subìto" durante la mia prima gravidanza.
Non solo, mi sono convinta che questo post, potesse essere utile ad altre donne che sono state licenziate proprio nel momento di maggiore vulnerabilità.
Ritrovarsi incinte e disoccupate, è davvero fonte di tanta ansia e stress e prima di continuare a leggere, vorrei che ti fosse ben chiaro che qui non troverai una "procedura" specifica su cosa fare se sei stata licenziata in gravidanza. Ogni caso è a se e  io non sono un consulente del lavoro e non rappresento un sindacato.

Sono qui per darti forza e coraggio e per indirizzarti sulla strada da percorrere, per la tutela dei tuoi diritti.
Sono qui per dirti che è importante mantenere la calma, ragionare, essere lucide e rivolgersi immediatamente ad un professionista o magari a più di uno, per sentire "due campane".

Sappi che quello che leggerai qui, riguarda il mio caso che è del 2010 e non so se ad oggi, data di questo post, siano cambiate le leggi in merito.

Iniziamo con due notizie, una buona e una cattiva: 


Quella buona è che al 90% dei casi, puoi essere reintegrata;
Quella cattiva è che al 99%  dei casi, sarai licenziata nuovamente quando il tuo bimbo compirà un anno e un giorno.

Questo perchè le lavoratrici non possono essere licenziate dall'inizio del periodo di gestazione fino al termine del periodo d’interdizione dal lavoro previsto , nonché fino al compimento di un anno d’età del bambino.

ma le lavoratrici posso essere licenziate quando il bimbo compie un anno e un giorno!!!

Io mi sono rivolta prima ad un così detto patronato. Sfortunatamente allo sportello ho trovato una cretina di impiegata, che non si è nemmeno letta la pratica, mi ha detto che per come le presentavo la cosa "non" mi avrebbero mai reintegrata e mi ha liquidato! 
La particolarità del mio caso infatti, era che io non avevo comunicato ufficialmente (per iscritto) il mio stato interessante.
Così appariva che "loro" mi avessero licenziato non sapendo che fossi incinta.  
Ricordati che il tuo miglior avvocato "sei tu stessa" e così ho deciso di rivolgermi ad consulente del lavoro privato.

Questa bravissima consulente del lavoro che non ringrazierò mai abbastanza, si è letta le carte e per fortuna il mio caso rientrava nei 300 giorni prima della data presunta del parto.


Per determinare l'inizio del periodo di gravidanza  si presume che il concepimento sia avvenuto 300 giorni prima della data del parto, indicata nel certificato medico. Il termine di 90 giorni fissato per la presentazione della certificazione decorre dal giorno successivo a quello nel quale si è determinata la cessazione effettiva del rapporto di lavoro.


Praticamente: Ti licenziano oggi e sei incinta.
Il capo non lo sa...magari non lo sai nemmeno tu (a meno che non sia andata a letto con il capo ma questa è un'altra storia),  ma hai 90gg di tempo dalla data del licenziamento, per presentare loro documentazione che attesti che alla data del licenziamento eri in dolce attesa. Basta fare le analisi delle urine che attestino la gravidanza,  portarle presso un ginecologo della Asl (o consultorio)in NON ginecologo privato, e richiedere il certificato che attesti data ultima mestruazione. Questo è il certificato che io ho inviato a suo tempo al mio datore di lavoro.

Prima di procedere presentando una impugnatura del licenziamento scritta dalla consulente (che sarebbe stata più impressionante), lei mi ha consigliato di scrivere al mio "adorabile" datore di lavoro una lettera di mio pugno.
In questa lettera decisamente imbarazzante, ho dovuto trasmettere il certificato rilasciato dalla Asl di cui ho parlato sopra, in cui si  certificava la data ultima mestruazione. 

Come per magia, uno o due giorni dopo,  mi hanno inviato un telegramma in cui mi informavano del mio re-integro sul posto del lavoro. Pensate se mi fosse fermata al primo no di quella scema del patronato!!!!

Purtroppo mi hanno reintegrato a modo loro.....mi hanno tolto la scrivania, il pc e mi hanno lasciato solo un telefono dicendomi "arrangiati".
Da brand manager responsabile di un marchio, coordinatrice di non so quanti agenti, che gestiva ordini da non so quanti milioni di euro,  ero diventata una zavorra menomata e  incapace di lavorare. Solo perchè incinta.
Da qui è iniziata la mia avventura nel mondo del mobbing e demansionamento che è una prassi che non può essere concessa se non per determinati motivi.
L'ambiente era diventato molto ostile, poi ho avuto vari malori e anche minacce di aborto. Questa situazione mi ha portato a dover richiedere mio malgrado un periodo di malattia.
Ora, da qui sarebbe importante poter approfondire altri aspetti ma non è semplice farlo in questo post perchè  ogni caso è a se. 

Se ti occorre qualche consiglio puoi contattarmi privatamente al mio indirizzo mail lacasinaditobia@gmail.com

Sappi inoltre che:
In merito alla maternità, a seconda del tuo contratto collettivo nazionale del lavoro, prenderai l'80% della paga media giornaliera, calcolata considerando anche i ratei di tredicesima e quattordicesima.
Dopo la maternità anticipata, puoi usufruire di sei mesi di facoltativa retribuiti al 30%.
Spero di averti dato un pizzico di energia in più per affrontare questa brutta situazione e sappi che ne uscirai brillantemente perchè tra pochi mesi avrai tra le braccia tuo figlio!! Un lavoro con gentaccia del genere puoi sempre ritrovarlo. Anzi...forse ti hanno fatto un favore ma oggi ancora non lo sai!

Ecco una mia foto di quel periodo. Ero a fine gravidanza. Avevo preso più di 20 kg e per non sentire tutto quel peso, facevo spesso il morto a galla al mare. 
Avevo gli occhi chiusi per rilassarmi e l'acqua nelle orecchie rendeva tutto silenzioso e ovattato. In quel meraviglioso silenzio etereo, ho mandato tanti di quei colpi al mio ex capo, che stento a credere sia ancora vivo :-).
Forza e coraggio mia cara.
Un grande abbraccio.
Martha

licenziamento in maternità
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